Risultati

Premessa

Quando il progetto LIFE PINNA è stato concepito, i mari italiani e, in particolare, l’Alto Adriatico ospitava ancora popolazioni di Pinna nobilis in buone condizioni e con densità elevate, con giovani esemplari piuttosto abbondanti e facili da trovare. A partire dall’estate 2020, però, i segnali dell’epidemia si sono diffusi molto rapidamente e la situazione è decisamente peggiorata, compromettendo sensibilmente il reclutamento sia degli adulti sia dei giovanili e complicando lo sviluppo del progetto.

Per fare degli esempi, a Miramare la stima nel 2018/2019 era di circa 24.000 individui ed è scesa a soli 105 esemplari nel 2021, all’inizio del progetto. All’Asinara, prima del 2019, i dati confermavano la presenza di migliaia di individui, che a fine 2019 si erano ridotti a 1 e nel 2021 a 0; nell’Arcipelago Toscano, il monitoraggio della Strategia Marina nel 2018-2020 aveva segnalato 245 individui viventi, ridotti nel 2021 a soli 3 individui viventi segnalati.

Il problema più grande è diventato quindi la difficoltà a reperire la “materia prima”, ovvero gli individui di Pinna nobilis da utilizzare per le azioni di riproduzione in cattività e di traslocazione. Anche le condizioni ambientali, in particolare l’aumento della temperatura del mare e gli eventi estremi di mucillagine in Adriatico, sembrano aver giocato un ruolo importante nel peggiorare lo stress e lo stato di salute dei molluschi.

Risultati attesi e ottenuti

A1- A2 - A3

Le azioni preparatorie del progetto, A1, A2, A3, si sono svolte senza intoppi.

L’azione A1 (Environmental status and health assessment of seagrass meadows and Pinna nobilis populations in donor and receiving areas)  ha comportato la caratterizzazione dei 2 siti donatori previsti dal progetto (Area Marina Protetta di Strugnano, Area Marina Protetta di Miramare) e la valutazione dell’idoneità dei 4 siti riceventi destinati a ospitare le nuove popolazioni di Pinna nobilis (Area Marina Protetta di Capo Mortola, Area Marina Protetta dell’Asinara, Area Marina Protetta di Strugnano, Area Marina Protetta di Miramare).

Inoltre, la sottoazione A.2.2 (Identifications of the locations where pathogens are absent) è stata estesa fino alla fine del progetto per mantenere un controllo costante dei livelli di patogeni per tutti i siti coinvolti nel progetto e aumentare ulteriormente la conoscenza genetica sui patogeni che sono già stati o saranno associati alla mortalità di massa di Pinna nobilis, come nuove specie di protozoi e batteri o virus.

C1

I ritardi nell’azione C1 (Identification of the pilot sites for restocking) hanno causato un ritardo nella consegna del prodotto finale fino all’anno successivo. Ciononostante, tutti i risultati previsti sono stati raggiunti. I ritardi nell’azione C1 erano principalmente legati alle azioni A1.2 e A2 e alla necessità di definire i quattro siti pilota idonei al ripopolamento come esenti da agenti patogeni e di valore ecologico. Le difficoltà nel reperire sentinelle e la necessità di ripetere le analisi molecolari hanno portato a ritardi nell’azione A2, con conseguenti ritardi nelle azioni A1.2 e C1.

C2

Tutti i risultati previsti dal progetto per l’azione C2 (Molecular characterization of surviving individuals of Pinna nobilis UNISS) sono stati raggiunti. Inoltre, la sotto-azione C.2.1 (Identification of the genetic make-up of still alive specimens) è proseguita fino alla fine del progetto per migliorare costantemente le conoscenze sul patrimonio genetico delle popolazioni sopravvissute di Pinna nobilis e comprendere come la mortalità di massa abbia agito sulla variabilità genetica della specie.

C3 e C6

Le attività di reclutamento e traslocazione degli individui, previste rispettivamente nelle azioni C3 (Collection and growth of Pinna nobilis self-recruited individuals from Northern Adriatic) e C6 (Installation of the specimens of Pinna nobilis at the pilot areas), sono state invece pesantemente compromesse a causa del drastico declino subito dalle popolazioni di P. nobilis nei siti donatori. Questa situazione ha parzialmente compromesso l’azione C6. Ciò ha portato alla predisposizione del Piano di Emergenza, trasmesso il 31 gennaio 2024, nell’ambito del quale il partenariato ha elaborato una strategia alternativa per il raggiungimento degli obiettivi del progetto. Tale strategia prevede una serie di attività, tra cui l’individuazione di un maggior numero di siti donatori e l’opportunità di dare priorità agli spostamenti in situ degli individui al fine di minimizzare lo stress, limitando di conseguenza il tasso di mortalità.

C4

L’azione C4 (Adaptation, breeding and reproduction for active restocking) ha subito ritardi, dovuti alla mancanza di riproduttori, e non è stata possibile nel 2022 a causa del grave depauperamento dello stock di adulti nel Golfo di Trieste. Tuttavia, il traguardo C.4.1 (Prima induzione alla deposizione delle uova, prevista per settembre 2022) è stato raggiunto a giugno 2023, grazie alla disponibilità di esemplari adulti provenienti dalla laguna di Venezia.

C5

In C5 (Collection and transport of specimens from self-capture to receptor sites) sono stati implementati i protocolli per la raccolta e il trasporto di tutti gli organismi e piccoli frammenti di tessuto.

D1

Le attività di monitoraggio, relative alla valutazione della qualità dell’acqua nei siti di reintroduzione mediante organismi sentinella (D1 – Monitoring of pathogens in restocking sites by using sentinel species UNISS) e all’aggiornamento delle informazioni sulla presenza di P. nobilis nei siti donatori, riceventi e nelle aree circostanti (D3 – Monitoring of the project’s impact on the P. nobilis* status), sono state svolte secondo il programma stabilito.

D2

L’azione D2 (Monitoring of implanted juveniles), relativa al monitoraggio degli individui ripopolati, ha subito un ritardo dovuto alle difficoltà sopra menzionate, che ha impedito di realizzare tutti i ripopolamenti previsti prima del 2023 (febbraio per la Slovenia, marzo per Miramare e dicembre per Capo Mortola). A causa del ritardo nell’avvio delle attività di monitoraggio, solo due dei tre rapporti di monitoraggio originariamente previsti hanno potuto essere completati entro la durata del progetto.

D3

Per l’azione D3 (Monitoring of the project’s impact on the P. nobilis* status), la mancanza di una popolazione di P. nobilis ad alta densità e priva di patogeni nei siti donatori ha spostato il primo evento di trapianto programmato e, di conseguenza, la campagna ex-ante.  Quindi il rapporto relativo alla campagna ex ante sullo stato di P. nobilis nei siti donatori e riceventi è stato consegnato con circa 6 mesi di ritardo. I due documenti relativi al monitoraggio ex post e alle attività di citizen science sono stati consegnati insieme al rapporto finale, rispettando così la tempistica del progetto. Tuttavia, non essendo stato possibile trapiantare esemplari di Pinna nobilis nel sito dell’Asinara, non è stato condotto alcun monitoraggio ex post. La campagna di monitoraggio ex post si è concentrata anche sulla ricerca di esemplari sopravvissuti di Pinna nobilis, sia tramite l’impiego di sommozzatori scientifici che di veicoli telecomandati (ROV).

E1

La strategia di E1 (Communication) sviluppata per Life PINNA ha riscosso un certo successo presso la stampa nazionale. Per questo motivo, pur non trascurando le attività di comunicazione sul sito web e sui social network, sono stati compiuti notevoli sforzi per coinvolgere giornalisti sia in Italia che in Slovenia e comparire su un gran numero di media, tra cui televisione e stampa internazionale.

La data originale del documentario (10/2023) è stata posticipata a febbraio 2024 per seguire lo sviluppo dell’azione principale. Più in dettaglio, il primo trasferimento di Pinna nobilis in cattività a Capo Mortola, in Liguria, a fine dicembre 2023 è stato uno degli argomenti principali da trattare.

E2

Il Piano di Trasferimento e Replicabilità e i protocolli metodologici e operativi che potrebbero essere efficacemente replicati in altri contesti mediterranei sono stati implementati.

Durante l’attuazione dell’Azione E2 (Replication and transfer), l’approccio si è evoluto significativamente. Il rapido e grave peggioramento degli eventi di mortalità di massa che hanno colpito Pinna nobilis, insieme all’urgente richiesta di linee guida coordinate su scala mediterranea, hanno reso evidente la necessità di un meccanismo immediato e strutturato. Di conseguenza, il progetto è passato da un approccio basato sulle singole organizzazioni a un processo istituzionale a livello di bacino. Questo cambiamento si è concretizzato nella richiesta formale ricevuta nel gennaio 2022 da SPA/RAC per l’elaborazione del Piano Mediterraneo per il Ripristino di Pinna nobilis, successivamente adottato nel dicembre 2023 dalle Parti Contraenti della Convenzione di Barcellona. Questo sostegno istituzionale collettivo ha di fatto sostituito le manifestazioni di interesse individuali inizialmente previste, garantendo un impegno più ampio, vincolante e a lungo termine per l’adozione e l’applicazione dei protocolli LIFE PINNA in tutto il Mediterraneo.

E3

Nel periodo 2022-2025, Life Pinna ha sviluppato diverse attività di networking per E3 (Networking and synergies with other LIFE and/or non-LIFE projects). Il primo evento di networking LIFE PINNA è stato posticipato a giugno 2024, anziché a ottobre 2023, per condividere i risultati più significativi delle azioni del progetto, in particolare i risultati della prima introduzione e del monitoraggio di Pinna a Capo Mortola e del nuovo collettore larvale nel Mar Adriatico. Nel complesso, l’Azione E3 ha fornito una valutazione economica realistica e basata sull’esperienza della trasferibilità delle soluzioni LIFE PINNA ad altre AMP, in particolare in contesti insulari complessi e operativamente impegnativi.

F1

Per F1 (Project coordination and management, After LIFE plan and Green procurement), a seguito della terza visita di monitoraggio, tenutasi a Genova nell’ottobre 2023, il Technical Monitor, valutato lo stato di avanzamento del progetto LIFE Pinna, ha suggerito al partenariato la redazione di un Piano di Emergenza (CP). A seguito di tale richiesta, la consegna del Rapporto di Medio Termine è stata posticipata dal 01/12/2023 al 28/02/2024.

Il Piano After LIFE è stato elaborato da Triton Research, discusso e approvato dal Comitato di Coordinamento, che pianifica le attività necessarie per garantire la sostenibilità del Progetto dopo la sua conclusione, al fine di aumentarne l’efficacia a lungo termine.

Principali azioni realizzate

(Per maggiori dettagli scarica il Laymans Report)

  • Monitoraggi dei fondali nell’Alto Adriatico, nel Mar Ligure e in Sardegna
  • Allestimento dei collettori larvali nel Mar Adriatico
  • Analisi genetiche all’Università di Sassari delle popolazioni superstiti di Pinna nobilis e dei bivalvi “sentinella”
  • Autorizzazione ai sensi del DPR 357/97
  • Prelievo di individui adulti di Pinna nobilis dalla Laguna Veneta
  • Prelievo di individui adulti “a rischio” di danneggiamento nel Golfo di Trieste
  • Trasferimento in lanternet dei piccoli pinnidi trovati sui collettori larvali
  • Allevamento in cattività nei laboratori a Camogli, Trieste e Pirano
  • Posizionamento di pinne 3D per test di valutazione di idrodinamismo
  • Trapianti

Focus

Sviluppo larvale

I ricercatori dell’Università di Genova hanno ottenuto la fecondazione di Pinna nobilis e sono riusciti a portare lo sviluppo larvale a 21 giorni, raggiungendo lo stadio iniziale di larva umbonata a 16 giorni post fertilizzazione, con una conchiglia lunga 150 micron, dimensioni mai raggiunte in precedenza per questa specie.

Protocolli affidabili

L’intensa collaborazione tra i partner ha permesso di mettere a punto dettagliati protocolli per il trasporto, il mantenimento e la riproduzione, cui è stato dedicato l’articolo “Endangered and Pathogen-Affected Species, for Controlled Reproduction: Precautions Taken” pubblicato sulla rivista scientifica Ecology and Evolution”.

Tecniche forensi

L’Università di Sassari ha messo a punto due differenti protocolli che in futuro possono trovare applicazione in mitilicoltura o nei casi in cui siano necessarie analisi molecolari su specie sotto stretto regime di protezione. Il primo, basato su tecniche forensi non invasive, prevede l’estrazione del DNA da campioni biologici di individui vivi e persino da frammenti di gusci.

Trasferimenti

Nel corso del progetto sono stati trasportate, anche per 500 chilometri, e trapiantate decine di individui riuscendo a ottenere un livello di mortalità pari a zero durante il trasporto, a testimonianza dell’efficacia dei protocolli adottati.

Networking internazionale

Una delle eredità del progetto è la creazione di un gruppo di lavoro internazionale che oggi coinvolge i ricercatori di varie discipline, dall’ecologia alla riproduzione, che studiano Pinna nobilis in tutto il bacino Mediterraneo e mettono in condivisione in modo trasparente le conoscenze attuali per sviluppare nuove strategie.

Concorso fotografico

Durante le estati dal 2022 al 2025, Triton Research ha lanciato un concorso fotografico aperto a tutti e dedicato alle immagini in grado di valorizzare la bellezza della biodiversità dei fondali mediterranei. Il concorso ha raccolto centinaia di candidature e sul sito sono pubblicate le immagini vincitrici.

Citizen Science

Nell’ambito del progetto è stata avviata una campagna di Citizen Science denominata “Segnala la Pinna!”, diffusa tramite canali digitali, media tradizionali e incontri di formazione dal vivo e online. Attraverso un’interfaccia creata dai tecnici di ARPAL e disponibile sul sito, sono state raccolte le segnalazioni dei cittadini, poi in gran parte validate dai ricercatori di LIFE PINNA. Questo approccio ha portato alla raccolta di oltre 60 segnalazioni, con più di 50 individui vivi, incluse alcune piccole popolazioni sopravvissute nel medio Adriatico e nel Mar di Sardegna e finora sconosciute ai biologi.